Dal Sacro Arco Reale al Rito di York ¬

di Angelo Cioffari
“Simboli, miti e sacralità” costituiscono le tappe ed i tempi, i passi e la marcia di ogni via iniziatica, pur nella ricchissima varietà di tematiche simboliche e mitiche a monte e delle relative liturgie rituali a valle.
Troppo nota è comunque da ritenersi, anche nell’ambito della psicologia profana individuale e collettiva junghiana, l’importanza del simbolo quale primo anello di una catena che attraverso il mito ed il rito ha come terminale la sacralità iniziatica. In tal sede si vogliono in particolare analizzare alcuni aspetti e svolgere alcune considerazioni in ambito massonico su di un grado rituale quale il Sacro Arco Reale e su di un Corpo rituale fra i più prestigiosi quale Rito di York sottolineando da un lato affinità significative e dall’altro svolgendo alcune correlazioni storico-genetiche.
Nell’ambito del complesso tema dei gradi e dei Corpi Massonici Rituali nonchè dei loro rapporti con l’Ordine devesi innanzitutto ribadire il primato dell’ordine sui Riti.
Né sono da confondere le origini e l’evoluzione dei gradi praticati in Massoneria con l’origine della Istituzione conseguente alla graduale trasformazione di un legame di mestiere proprio dell’antica Massoneria operativa in un rapporto di fratellanza proprio della Massoneria speculativa.
Tale processo seguì ad una lenta ammissione dei cosiddetti accettati, cominciata certamente assai prima del secolo XVIII, giungendo sino ad una vera e propria inversione delle parti ed un annullamento dell’originaria funzione dei massoni operativi.
In merito a quello che può considerarsi quale risultato di una graduale e talvolta secolare conversione operativa, mi sia consentito far qui appena cenno a ciò che praticamente avvenne a Kilwinning, piccola terra di Scozia nello Ayrshire, a nord di Glasgow presso il mare d’Irlanda, ove nel XII secolo vi fu fondata la prima Loggia Massonica di Scozia.
Ancor oggi si possono qui osservare le rovine di un’abbazia dedicata a S. Winning, con adiacente monastero benedettino, come quelli di Montecassino e di Clairvaus, edificato intorno al 1140 ed alla cui costruzione presero parte attiva i famosi Maestri Comacini (o comaschi), operanti fin dall’alto medioevo fra il Lario ed il Verbano (diocesi di Como) da cui si irradiarono in tutta Italia, ma anche ed in special modo in Svizzera, Borgogna e nella Valle del Reno. Com’essi raggiunsero la notorietà anche i Maestri Campionesi di Campione, sulla sponda del lago di Lugano, costituenti maestranze di scalpellini, tagliapietre, scultori e costruttori.
Fu proprio in quel clima psicologico di sviluppo e di affrontamento di arditezze architettoniche così ricche nello stile archiacuto del gotico-romano (specie nelle Fiandre, in Normandia ed in Inghilterra) che gradualmente fra i gruppi di mestiere si inserirono e si integrarono operatori culturali e speculativi a precipuo indirizzo esoterico, alchemico, tradizionale ed iniziatico: il cantiere evolse così in loggia.
Con tali pur sommarie premesse non possiamo qui altresì non ricordare che, verso la fine del XII secolo, proprio a Kilwinning alcuni cavalieri crociati Maestro reduci d’Oriente in Europa, a guisa di ponte ideale diedero avvio all’inserimento nella terra di Scozia di miti e riti d’importazione quali l’Ordine dei Massoni d’Oriente, l’Ordine di Heredom e gli stessi Templari.
Alcuni di questi ultimi anzi nel 1312, onde scampare alle persecuzioni del Re di Francia Filippo il Bello e del papa Clemente V trovarono rifugio ed asilo in Scozia e nelle Logge Massoniche del Paese.
Il loro contributo militare alle vittorie di Re Roberto I di Scozia fu anzi tale da indurre quest’ultimo sia a creare l’Ordine del Chardon (cardo, militarmente punta di ferro) nel quale le iniziazioni si svolgono con cerimonie simili a quelle usate dai Templari, sia a conferire alla Madre Loggia di Kilwinning il titolo di Loggia Reale, ivi fondando altresì il Gran Capitolo Sovrano dell’Ordine Reale di Heredom (H.R.H.), di Kilwinnig e dei Cavalieri della Rosa-Croce.
In altra sede ebbi comunque già occasione di trattare i molteplici aspetti inerenti all’avventura templare, prestigiosa e drammatica nel contempo, particolarmente quel cosiddetto Templarismo di frontiera nel quale emergono i contrastanti risvolti di due civiltà a confronto: quella occidentale e quella medio-orientale. Così, in parallelo, nelle leggende muratorie hiramitiche e post-hiramiche si sovrappongono elementi ebraico-cristiani ed altri fra cui alcuni propri dell’esoterismo alchemico ed ermetico medio ed estremo-orientale.
Quanto in precedenza fatto cenno riguarda altresì i principali fattori concomitanti all’istituzionalizzazione della massoneria speculativa che nel teologo non piramidale Giacomo Anderson ebbe il codificatore di quelle Costituzioni del 1717 che portano il suo nome e rappresentano il cambiamento ufficiale della Massoneria da operativa in speculativa e nel contempo il Simbolico atto di nascita di quest’ultima. Nello stesso anno le quattro logge di Londra (loggia di San Paolo, quella dell’Albergo della Corona, quella dell’Albergo del Pomo, quella della Taverna) confluiscono costituendo la Gran Loggia di Londra dalla quale inizialmente dipendono tutte le Logge dell’Inghilterra meridionale.
Nel 1738, con la seconda edizione riveduta delle Costituzioni, la Gran Loggia di Londra diviene Gran Loggia di tutta l’Inghilterra (cosiddetta massoneria moderna od andersoniana) in precedenza svolta dalla Madre Loggia di York in Scozia, certamente la più antica.
Ebbe così inizio un lungo periodo di crisi…La stessa bolla In Eminenti di Clemente XII può ritenersi attuata nell’intenzionale difesa degli stuardisti cattolici contro i massoni hannoveriani, protestanti e deisti. Soltanto nel dicembre 1813 si giunse alla riconciliazione fra gli antichi (antiens) ed i moderni (moderns) detti anche andersoniani, con la costruzione della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.
Quali garanti della riunificazione furono eletti lo stesso Duca di Kent, Gran Maestro degli antichi (seguaci di Dermott) ed il Duca di Sussex, Gran Maestro dei moderni.
Il solenne Atto di Unione, costituito da 31 articoli, pose fine al dissidio! In esso si dichiara che la pura antica muratoria consiste di tre gradi e non di più. Essi sono: l’Apprendista iscritto, il Compagno di mestiere ed il Maestro Muratore, comprendente il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale di Gerusalemme.
A ciò si uniformarono anche le non poche Logge militari irlandesi operanti nei reggimenti britannici, pur considerate quale espressione dell’antico York massonico.
Durante il conflitto fra i moderni e gli antichi nulla comunque divideva di più i due schieramenti del fatto che i primi ignoravano ufficialmente l’Arco Reale, mentre i secondi lo adottavano considerandolo anzi come la radice, il cuore e l’essenza stessa della Libera Muratoria. È pertanto da ritenersi storicamente accertato che è stato senza dubbio l’Arco Reale il primo ed unico complesso simbolico che ha nel contempo sostanziato ed integrato sia il terzo grado dell’Ordine sia un Corpo Rituale quale il Gran Capitolo dei liberi muratori dell’Arco Reale, confluente nel “Sistema rituale detto Rito di York”.
In quest’ultimo convergono infatti, in interdipendenza tre Corpi Rituali autonomamente amministrati che si configurano come componenti di un sistema non piramidale.
Tali Corpi Rituali sono:

  1. Il Gran Capitolo del Liberi Muratori dell’Arco Reale in Italia dal quale dipendono i singoli Capitoli italiani, e che dal 1964 è in possesso di regolare bolla (charter) del Gran Capitolo generale
  2. Il Gran Concilio dei Massoni Criptici che sovraintende ai singoli Concili nazionali
  3. Il Grande Accampamento dei Cavalieri Templari cui fanno parte le Grandi Commende.

V’è altresì da considerare che le somiglianze dei cosiddetti tre Sistemi dell’Arco Reale (quello scozzese, quello inglese e quello irlandese dal quale deriva quello americano) sono comunque assai migliori delle loro differenziazioni, le quali pur influenzando ineluttabilmente gli stessi Corpi Rituali del Rito di York nel contempo non scalfiscono quella fondamentale unità di intenti che proclama il Sacro Arco Reale apice e completamento della Libera Muratoria.
Ciò malgrado diverse siano le ipotesi inerenti alla genesi dell’Arco Reale e molti essendo in ambito muratorio i fattori che militano a favore di ciascuna di esse. Vari comunque sono i gradi rituali costituenti i singoli Tre Corpi del Rito di York cui essi fanno capo e che in tal sede ci limitiamo a menzionare:
I quattro Gradi Capitolari:

  1. Maestro del Sigillo o Mark Master
  2. Maestro ex-venerabile o Past Master
  3. Maestro Eccellentissimo o Most Excellent Master
  4. Maestro dell’Arco reale o Royal Arch Mason

I tre Gradi del Concilio cosiddetti criptici:

  1. Royal Master
  2. Select Master
  3. Super Excellent Master

I tre cosiddetti Ordini della Commenda:

  1. Ordine della Croce Rossa di Costantino
  2. Ordine della Croce di Malta
  3. Grande Accampamento dei Cavalieri Templari.

In ambito iniziatico tradizionale difficoltoso è certamente il discernere le funzioni della verità perenni ovvero il cosiddetto senza tempo che sottende gli accadimenti del reale fluente tra gli apparenti parametri storici che si susseguono nel breve divenire d’una sola o più generazioni. Ogni uomo viene da lontano e cammina verso l’Eterno, cammina in fretta e non ascolta la voce del silenzio e nel buio non vede la luce sul sentiero. Nel trinomio Natura, Uomo, Dio, la Natura è il Tempio dell’uomo e quest’ultimo è il tempio di Dio pur se di esso l’uomo ne ha fatto scempio.
Rievocando poi altresì quanto espresso dalla scala misteriosa comparso in sogno a Giacobbe quale sintetica e simbolica espressione d’una ricerca spesso inconscia dell’uomo nel proprio cammino verso la luce, come può accettarsi che il simbolismo dell’Ordine si esaurisca nella morte hiramica ovvero nell’omicidio dell’Uomo che è nel contempo simbolico Maestro e Guida della propria marcia verso la luce?
Se è vero quanto vige nel simbolismo dell’Ordine nascere per vivere, vivere per morire, morire per rinascere, come può non trovar posto l’ulteriore ripresa della marcia dell’uomo verso la luce ovvero di essa quanto meno l’avvio pur dopo la morte del proprio Maestro e Guida?
Inizialmente ho voluto sottolineare la fondamentale differenza tra gradi e corpi massonici rituali nell’ambito dei loro rapporti con l’Ordine, riaffermando il primato di quest’ultimo sui Riti.
Pur nell’unicità di fondo di questi ultimi, ho altresì già fatto cenno al cosiddetto aspetto bifronte del “Sacro Arco Reale” quale completamento ed elevazione del terzo grado dell’Ordine, ma, nel contempo, nucleo simbolico di uno (precisamente il primo) dei tre Corpi Rituali costituenti il Rito di York in cui non si può non scorgere una duplicità di componenti: quella ebreo-giudaica e quella neotestamantaria cristiana che indusse la massoneria dei cosiddetti antichi (antiens) a consierare il Sacro Arco Reale come la radice, il cuore e l’essenza stessa della Libera Muratoria.
Esso, nell’ambito della massoneria azzurra dell’Ordine degli A.L.A.M. è costituito da gradi aggiuntivi di elevazione quale completamento del terzo grado cui corrispondono varie liturgie cerimoniali.
In tal sede ricordiamo soltanto il cosiddetto Simbolismo del Marchio o del Sigillo, il Passaggio dei veli (Passing the veils) ed il Nono arco al di là del quale si accede nella più intima ed ultima camera dell’appartamento del re Salomone (siamo a Gerusalemme nel 950 d.C.) dove sono conservati I Sacri Tesori dell’Arca, dalle scritture della Bibbia all’originario Libro della legge, costantemente vigilati dalla scorta armata di cui fa parte l’iniziato Ahishar e libera solo all’accesso del Re stesso, di Hiram re di Tiro, e di Hiram-Abif, Maestro dei Costruttori del Tempio.
Secondo il racconto simbolico, l’iniziato Ahishar si addormenta lasciando incustodita la soglia e permettendo l’accesso al non iniziato Zabud, pur se fedele amico del re, ma ignaro della consegna e della condanna capitale che condiziona le funzioni della scorta di cui fa parte Ahishar.
Salomone, il saggio per antonomasia, grazia ed onora l’amico profano Zabud mentre condanna alla pena capitale l’iniziato Ahishar. Questi muore come Hiram-Abif che possiamo considerare risorto nel proprio successore Adonhiram, ridonando a quest’ultimo la parola perduta. Siamo così alle frontiere dell’Ordine, oltrepassando altresì quelle del Rito, laddove i fratelli divengono compagni …nel viaggio ulteriore verso la luce dello York capitolare, criptico e templare.
Nell’ambito di tali simbolismi, di tali miti e conseguenti sacrali liturgie rituali mi piace qui ricordare i pregevoli lavori degli esimi fratelli Goldshmied e Carlo Gentile, entrambi passati anzitempo all’Oriente Eterno, ma ancor vivi nel nostro affettuoso ricordo.
Del primo anzi mi si consenta altresì al riguardo riferire alcune considerazioni redatte di suo pugno a guisa di postille con dedica al volume del Lehnoff da lui tradotto ed offertomi il omaggio: “Io vedo davanti a me due figure, l’una, quella di Hiram-Abif, grande ed irraggiungibile, a guisa di ideale, anzi l’ideale per ciascun fratello dell’Ordine Massonico, l’altra costituita da un povero ometto quale l’iniziato Ahishar che rappresenta ciascuno di noi, me stesso e tutti voi, se non stiamo più che mai attenti e non siamo desti.”
Dei miei contributi sull’argomento in tal sede non mi soffermo, bensì mi limito a ricordare che lo scrivente, dopo il ventennio di clandestinità massonica (1945) ed una più che trentennale militanza nell’Ordine ed in vari Riti, già protagonista, quale Primo Gran Maestro Aggiunto, della storica unificazione nel 1973 delle due Famiglie di Piazza del Gesù e di Palazzo Giustiniani (d’una delle quali, la prima, ne è l’ultimo Capo Storico vivente), venne invitato a partecipare al Gran Concilio di Stoccarda dal sommo Sacerdote Capitolare Soliani succeduto al Battelli, dopo che questi divenne Gran Maestro degli A.L.A.M.
Ciò onde ufficialmente chiedere al Gran Council di Heidelberg, cui spettava la competenza continentale per l’Europa, la bolla istitutiva del Corpo Criptico per l’Italia considerato il diritto di quest’ultima coesistente alla sua autonomia territoriale.
Si trattava pertanto di sollecitare la Gran maestranza criptica americana - tramite il gran Council continentale europeo di Heidelberg, a riconoscere la competenza territoriale italiana mercè l’istituzione del Gran Council nazionale.
Ci riuscimmo! Ma sorse in me ,e non in me soltanto, ma nei protagonisti responsabili di allora!, l’umana giustificata viva speranza della formazione della Gran Commandery e del Grande Accampamento Templare per l’Italia onde giungere al completamento dello York italiano.
Questa lunga marcia iniziatasi alcuni secoli orsono con il Sacro Arco Reale nell’ambito dell’Ordine hiramico.
Questa la speranza tuttora presente unita ad una forzata rassegnazione d’attesa!… Ma per quanto ancora e sino a quando questa tanto attesa realizzazione di compimento che è completamento dello york italiano? …
Ai posteri la risposta ed il retaggio, a noi l’auspicio!


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