Il sistema del Rito di York ¬

Premessa ¬
Prima di esaminare la Storia del Rito di York, la Sua struttura e la Sua ritualità, è necessario chiarire perché si parla di Massoneria dell’Arco Reale e non di Rito di York.
La locuzione Rito di York, se non arbitraria, è perlomeno impropria in quanto non si tratta di un Rito quale comunemente si intende, cioè unico per organizzazione, successione di gradi, continuità di contenuto e di insegnamenti, ma di un “sistema” comprendente tre Corpi rituali diversi: il Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale, il Gran Concilio dei Maestri Criptici e il Grande Commenda dei Cavalieri del Tempio.
Queste tre strutture rituali pur distinte, autonome e sovrane hanno però dei punti di contatto ed in particolare una certa comunione per quanto riguarda il percorso iniziatico, ma non solo: le Costituzioni del Concilio e della Commenda prevedono, infatti, che per essere ricevuti in detti corpi rituali è richiesta la preventiva appartenenza all’Arco Reale: tutti i membri dei Concili e delle Commende devono obbligatoriamente far parte di un Capitolo dell’Arco Reale, ma non il contrario.
Fra i tre ordini esiste poi una alleanza ed una stretta e volontaria collaborazione tale che, pur distinti ed indipendenti, tutti insieme, vengono riconosciuti ed indicati come il sistema del Rito di York , facendo con ciò riferimento alle antiche origini della Massoneria operativa che appunto nella città di York sembra abbia avuto le prime manifestazioni di attività. I Fratelli di York rivendicavano infatti la loro supremazia in quanto ritenevano di poter dimostrare che fin dal 600 era operante presso di loro una Loggia di Liberi Muratori. Probabilmente il riferimento alla città di York (da cui la locuzione Rito di York) deriva dal fatto che le Logge. operanti sotto la sua autorità conferivano gradi addizionali quali quello del Marchio e quello di Cavaliere del Tempio.

Le origini della Massoneria dell’Arco Reale ¬
Il problema preliminare che si pone a chiunque si accinga a narrare di vicende massoniche - siano esse riferite all’Ordine o ai Riti - è quello delle origini.
La questione è stata risolta, per quanto riguarda l’Ordine, nel senso di fissare la nascita della Massoneria contemporanea nel 1717, data della costituzione della prima Gran Loggia Inglese; risolta pure, per quanto riguarda il Rito Scozzese Antico ed Accettato, dal momento che, dopo alterne vicende, detto corpo rituale si diede una struttura definitiva con la creazione a Charleston, Sud Carolina nel 1801 del primo Supremo Consiglio; risolta anche, in un certo senso, per quanto riguarda la Massoneria dell’Arco Reale se si fa riferimento alla creazione del Grande Capitolo degli Stati Uniti d’America avvenuto il 24 Ottobre 1797, d’Inghilterra il 18 Marzo 1817, di Scozia il 28 Agosto 1817 e d’Irlanda il 11 Giugno 1829.
Le massonerie criptiche e templari seguirono nei primi decenni del 1800.
Si è detto in un certo senso perché, specie per quanto riguarda la Massoneria dell’Arco Reale, mentre le date costituiscono un punto di riferimento preciso relativamente alla organizzazione ed alla struttura materiale del Rito, che non è sostanzialmente mutata fino ai nostri giorni, almeno due dei gradi da esso praticati hanno invece origini antiche e particolari e si sono inseriti nel contesto dei gradi simbolici influenzandone direttamente il contenuto e la definizione nel sistema delle Grandi Logge.
Le origini e l’evoluzione dei gradi praticati in Massoneria non sono, quindi, da confondere con l’origine della Istituzione.
L’organizzazione della Massoneria speculativa, infatti, come ben sapete, deve essere ricercata nelle antiche Fratellanze che a poco a poco si costituirono accanto alle organizzazioni di mestiere; la stessa Gran Loggia di Londra era ancora caratterizzata in principio da elementi “operativi” e la sua trasformazione (da operativa a speculativa) fu il risultato di un processo graduale che richiese molto tempo. Agli inizi la Massoneria, in conformità con le antiche tradizioni operative, prevedeva una sola iniziazione e conferiva un solo grado, quello di Apprendista; dopo la formazione della Gran Loggia nel 1717 il grado di Apprendista fu riformato su nuove basi e fu creato il grado di Compagno: ancora nel 1723 la Gran Loggia di Londra riteneva il grado di Compagno come il grado ultimo della Libera Muratoria; quello di Maestro era solo un rango, un titolo e rappresentava la funzione di quel Compagno che per particolari capacità era preposto alla direzione della Loggia; questo rango e questa funzione furono in seguito trasformati in un terzo grado che si introdusse gradatamente e si propagò nelle logge e che solo nel 1728 fu ufficialmente riconosciuto e sanzionato dalla Gran loggia di Inghilterra.
Per questo motivo assume una partico1are e fondamentale importanza il grado dell’Arco Reale che, già praticato in modo autonomo nelle logge operative, fu introdotto verso il 1740 (e cioè subito dopo il riconoscimento ufficiale dei tre Gradi da parte della Gran Loggia) nel sistema della Massoneria Speculativa come complemento del Grado di Maestro .
Il sistema dell’Arco Reale, quindi, non solo ha una propria origine ed una propria tradizione, ma ha avuto un ruolo di primo piano nella massoneria del 1770.
Ma per meglio poter comprendere le vicende dell’epoca, nella quale la massoneria dell’Arco Reale ha avuto un ruolo di primo piano, e poter valutare più esattamente le diverse situazioni occorre tener presente un dato fondamentale.
La Massoneria, fondata sul sistema delle Grandi Logge e corpi dipendenti si formò nel 700 in Inghilterra, Scozia ed Irlanda. Essa però non trovò, né creò ad un tratto, il suo sistema organizzativo, costituzionale, rituale. Dovette per contro affrontare gravi e successivi problemi (quale la disputa, in Inghilterra, tra i Moderni e gli Antichi) e fu necessario quasi un secolo perché si desse quella che è la sua fisionomia attuale e definitiva. Nonostante i problemi, ed i contrasti, talvolta aspri, essa prosperò e si diffuse, specie nelle Colonie e cioè nel continente americano. Qui vennero create Logge per iniziativa inglese, scozzese, irlandese, francese, quindi con statuti e fondamenti diversi. Venivano altresì praticati riti, o meglio gradi addizionali, quasi sempre nelle Logge stesse; ma si verificava anche il caso che nello stesso Stato operassero Logge sotto una giurisdizione e corpi rituali sotto un’altra (ad esempio Logge create per iniziativa inglese e Capitoli creati dalla Scozia o Irlanda. La definitiva sistemazione della Massoneria in Europa, l’indipendenza dell’America, la raggiunta separazione tra i gradi governati dalle Logge e dalle Grandi Logge e quelli amministrati dai Corpi Rituali contribuì a dare ai Riti quella che è la loro attuale sistemazione.
Dall’indagine su tali vicende, sulla base dei documenti talvolta scarsi che ci sono rimasti, emerge la storia del Rito, della sua funzione, della sua essenza, della sua necessità, del suo inserimento nella Massoneria regolare; ed appare come sia sorto contestualmente ad essa e ne abbia, in parte prevalente, determinato l’evoluzione.

Gli inizi della Massoneria ¬
Come è noto, il 24 giugno 1717 quattro Logge londinesi, “giudicando opportuno associarsi sotto un Gran Maestro, onde avere un centro comune di unione e di armonia”, costituirono tra loro la Gran Loggia di Londra, mentre nel 1723 furono presentate ed approvate le cosiddette “Costituzioni di Anderson”.
Più che degli inizi si trattava della conclusione di un movimento delineatosi da tempo e nel tempo in conseguenza dei rapidi mutamenti dell’epoca.
Anderson, già Cappellano della Gilda addetta alla costituzione della Cattedrale di San Paolo, ed alcuni suoi seguaci, avevano ottenuto fin dal 1714 che nei gruppi operativi (che in seguito ai rivolgimenti politici, religiosi, sociali, economici, avevano sempre più scarsa consistenza e rilievo) fossero accettati membri di elevata condizioni sociale. Dopo qualche tempo costoro fondarono tra loro alcune Logge che operavano su basi e con sistemi diversi dai vecchi gruppi “operativi”, tanto che ad un certo momento Anderson ed i suoi seguaci furono cancellati dai ruoli della Gilda. Quattro di queste Logge, che erano conosciute ed identificate con le insegne del locale dove si radunavano, decisero allora di incontrarsi ed in tale occasione, avendo posto alla presidenza il Maestro Muratore più anziano, costituirono essi stessi una Gran Loggia “protempore” nella debita forma, facendo così rivivere la Riunione Trimestrale degli ufficiali di Loggia, chiamata la Gran Loggia; e deliberarono “di tenere l’Assemblea annuale e Festa del Mestiere il 24 Giugno e così scegliere fra loro un Gran Maestro finché non avessero avuto l’onore di avere un Fratello nobile alla loro testa”. Conformemente a ciò, così continua il racconto di Anderson, “il giorno di San Giovanni Battista del terzo anno del Re Giorgio I, A.D. 1717 l’Assemblea e Festa dei Liberi ed Accettati Muratori fu tenuta alla Taverna Goose and Gridiron. E prima del pranzo, il più anziano Maestro Muratore, quale presidente, propose una lista di candidati idonei ed i Fratelli, a maggioranza di mani alzate, elessero Antony Sayer, Gentleman”.
La nuova massoneria ebbe subito uno sviluppo notevole. L’amministrazione della Gran Loggia era stabilita in un “Regolamento Generale” redatto da George Payne e da Anderson e questo regolamento precisava il ruolo e la funzione della Gran Loggia e limitava i diritti e le facoltà delle Logge alla sua dipendenza.
Data la grandissima diffusione delle Logge, nel 1725 fu deciso che i Venerabili delle singole Logge avrebbero potuto creare direttamente i Compagni ed i Maestri, privilegio fino ad allora riservato alla Gran Loggia. L’attività della Gran Loggia si svolse senza particolari problemi fino al 1740. In questi anni furono completati i regolamenti, furono create delle Grandi Logge Provinciali. Nel 1738 Anderson aveva pubblicato la seconda edizione delle sue Costituzioni e la Gran Loggia aveva assunto la denominazione di “Gran Loggia d’Inghilterra”.
Intorno a questo periodo si verificò peraltro il cosiddetto scisma degli Antichi. Per circa quindici anni, dal 1739 al 1753, un certo numero di Fratelli protestarono sempre più apertamente contro le troppe numerose variazioni ed aggiunte recate ai regolamenti ad ai Rituali (modifiche tendenti ad eliminare le caratteristiche “operative”). Il motivo di dissidenza si acuì sempre più e nove Logge dissidenti, sotto la guida di Dermott, il 5 Dicembre 1753 crearono la cosiddetta “Gran Loggia degli Antichi Massoni”.
Gli Antichi, cioè, non accettavano la sostanziale rottura con le tradizioni “operative”, rimproveravano agli avversari (che in contrapposto a loro erano chiamati i Moderni) di aver scristianizzato il rituale, eliminato le preghiere, di non preparare i candidati in modo conveniente, di aver eliminato le spade delle cerimonie, di non installare il Venerabile con una cerimonia particolare, di aver modificato la disposizione interna della Loggia cambiando il posto dei Sorveglianti, di non servirsi dei Fratelli Esperti, di aver cambiato i segni di riconoscimento (misura questa adottata per riconoscere i membri delle Logge degli Antichi che si fossero infiltrati), ed altro ancora.
Gli Antichi, inoltre, conferivano il grado dell’Arco Reale come seconda parte del grado di Maestro.
Nonostante il dissidio, talvolta molto aspro, la Massoneria continuò a prosperare in Inghilterra e le due Grandi Logge crearono molte Grandi Logge Provinciali, specie in America.
Verso la fine del secolo cominciò a delinearsi un movimento tendente alla riconciliazione ed alla fusione sulla base di un accordo secondo il quale i Moderni accettavano quasi tutte le questioni rituali degli Antichi (in primo luogo l’Arco Reale e la cerimonia di installazione del Venerabile) e gli Antichi accettavano la costituzione ed i regolamenti dei Moderni. La guerra con le colonie americane diede una spinta decisiva agli avvenimenti.
Finalmente nel 1813 furono sottoscritti i “31 Articoli dell’Unione” che vennero ratificati dalle due Grandi Logge: l’atto prevedeva la creazione della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e dichiarava «… che la pura ed antica Massoneria consiste di tre Gradi e non oltre, e cioè quelli di Apprendista, Compagno e Maestro, comprendente il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale».

Il grado dell’Arco Reale nel Regno Unito ¬
Il grado dell’Arco Reale, come detto, era praticato e tenuto nella più alta considerazione dalla Gran Loggia degli Antichi che lo considerava “la parte più sacra, la radice, il cuore, la spina dorsale della Massoneria”. Già nel 1757 fu organizzato un Convegno Generale di Maestri dell’Arco Reale e nel 1771 fu approvata la regola secondo cui “nessuno, in futuro, potrà essere elevato al Sublime Grado di Royal Arch Mason che non sia il legale rappresentante di una Loggia e Maestro da almeno un anno” ed abbia il consenso unanime della sua Loggia.
Sempre nel 1771 i verbali della Gran Loggia contengono il riferimento ad un “Gran Capitolo”, per quanto i primi verbali conosciuti del “Gran Capitolo” portino la data del 1783.
Grado era, quindi, considerato dagli Antichi come parte integrante del loro sistema e veniva conferito come un grado separato, ma dietro autorizzazione della Loggia .
I regolamenti della Gran Loggia stabilivano che “ogni Loggia regolare ed autorizzata ha il potere di organizzare e tenere riunioni nei vari Gradi, l’ultimo dei quali, per la sua preminenza, viene denominato tra i massoni Chapter”.
Il Capitolo era, quindi, sostanzialmente, un’appendice della Loggia.
Al contrario degli Antichi, i Moderni non riconobbero mai il “Royal Arch” come un grado regolare dell’Ordine, né acconsentirono che tale grado fosse conferito in Loggia, ma anche loro riconobbero il grado dell’Arco Reale, seppur come un grado al di fuori dell’Ordine, da conferire in strutture autonome dette Capitoli. Sembra addirittura che essi abbiano costituito un “Grand Capitolo” prima degli Antichi e precisamente nel 1767.
L’ “Atto di Unione” tra le Grandi Logge degli Antichi e dei Moderni stipulato nel 1813 pose fine al dissidio con il testo già citato. Con esso, il grado veniva, quindi, formalmente a far parte della Loggia, sebbene per ragioni tecniche fosse conferito in un Capitolo i cui Dignitari erano gli stessi della Loggia (ed i Grandi Dignitari del Gran Capitolo erano gli stessi della Gran Loggia).
Il 18 Marzo 1817 i due Grandi Capitoli dei Moderni e degli Antichi si fusero in un “Supremo Gran Capitolo dell’Arco Reale dell’Inghilterra” la cui costituzione stabiliva, tra l’altro, che ogni Capitolo doveva avere un legame con una Loggia regolare; tale usanza esiste tuttora, ed ogni Capitolo porta il nome ed il numero della propria Loggia “sponsorizzante”.
Gli stretti legami esistenti fra Capitolo e Loggia sono ancora oggi l’elemento caratterizzante dell’Arco Reale inglese ed irlandese e fanno sì che questo non sia considerato un vero e proprio corpo rituale, ma piuttosto un “quarto grado”.

Il grado dell’Arco Reale negli Stati Uniti d’America ¬
Anche negli Stati Uniti è certo che il Grado di Royal Arch venisse conferito in Loggia, direttamente e senza particolari autorizzazioni, in seguito le cerimonie furono tenute in sedute speciali chiamate “Capitoli”; il grado tuttavia era sempre considerato come facente parte della Loggia. La prima notizia del conferimento del grado si trova nei verbali della “Fredericksburg Lodge” nel 1753. Nel 1789 la “Royal Arch Lodge” n. 3 di Filadelfia adottò un regolamento secondo il quale nessun Fratello poteva essere innalzato di grado nel Capitolo se non era Maestro da almeno sei mesi. Questa e la prima volta in cui si trova l’esplicito riferimento alla elevazione di grado e a un Capitolo di Maestri dell’Arco Reale. Il primo Capitolo munito di un proprio statuto fu il Capitolo “Hiram” n. 1 creato a Newton nel 1791 ed un Gran Capitolo, che era però sotto la giurisdizione della Gran Loggia, pare sia stato creato in Pennsylvania nel 1795.
Da questo periodo ebbe inizio la vera e propria organizzazione ed il Rito assunse una sua propria fisionomia.
Il 24 Ottobre 1797 i delegati di tre Capitoli si incontrarono a Boston ove decisero di fondare un Gran Capitolo ed invitarono tutti gli altri Capitoli ad incontrarsi ad Hartford il successivo 26 gennaio 1798 dove venne approvata la creazione del “Gran Capitolo dell’Arco Reale per gli Stati Settentrionali dell’America”, con la presenza dei capitoli di sei Stati. Seguì subito la creazione dei Grandi Capitoli dei singoli Stati ed in tale occasione si dichiarerà “che nessuna Gran Loggia può rivendicare o esercitare alcuna autorità nei confronti di qualsiasi Capitolo dell’Arco Reale”.
Negli anni successivi seguirono varie riunioni di tale Convocazione che, tra l’altro, modificò più volte la propria denominazione: dapprima in “Gran Capitolo Generale dei Masoni dell’Arco Reale per i sei Stati del Nord America” e poi in “Gran Capitolo Generale dell’Arco Reale degli Stati Uniti d’America”. Il Gran Capitolo Generale così costituito affermò di avere l’autorità di concedere lo Statuto ai nuovi Grandi Capitoli che si sarebbero formati nei vari Stati.
La forma politica americana, l’indipendenza non formale ma sostanziale sentita dai singoli Stati, le tradizioni, rendevano tuttavia sempre più aperto e sentito il problema delle funzioni, dei poteri e dell’autorità del Gran Capitolo Generale e nel 1859 il problema fu risolto nel senso che fu stabilito il principio fondamentale che l ‘autorità del Gran Capitolo Generale era solo quella a lui delegata dai Grandi Capitoli dei singoli Stati, mentre a questi restava l’esclusiva giurisdizione territoriale. In tal modo, alla Convocazione del 1871 tutti i Grandi Capitoli risultavano confluiti nel Gran Capitolo Generale.
Numerosi Grandi Capitoli al di fuori degli Stati Uniti d’America aderirono dopo la seconda guerra mondiale al Gran Capitolo Generale. Per tale motivo, nel 1954 esso tolse dal suo titolo la dizione “degli Stati Uniti d’America” e nel 1967 assunse quella attuale di “Gran Capitolo Generale Internazionale dei Massoni dell’Arco Reale”.
In Italia fino al 1962 non esisteva nessun Capitolo della Massoneria dell’Arco Reale. In tale anno, nove Fratelli Maestri di Milano, furono iniziati al Rito e ricevettero dal Gran Capitolo di Germania la “dispensa” per funzionare regolarmente. Furono così iniziati a Milano altri Fratelli degli Orienti di Bologna, Siena, Livorno, Napoli i quali, a loro volta, chiesero ed ottennero la “dispensa” per lavorare indipendentemente. Tali Capitoli ricevettero in seguito la “Bolla” e continuarono a funzionare sotto la giurisdizione del Gran Capitolo di Germania. L’8 febbraio del 1964 i cinque Capitoli chiesero ed ottennero la “Charter” dal Gran Capitolo Generale Internazionale dando così vita al Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale d’Italia.
La Massoneria dell’Arco Reale italiana segue il sistema americano, con la conseguenza che i Capitoli sono delle entità che non hanno alcun rapporto, di qualsiasi tipo, con le Logge ed il grado dell’Arco Reale è uno dei quattro gradi conferiti, ma non ha alcun rapporto diretto col grado di Maestro.

I gradi di perfezionamento della massoneria dell’Arco Reale ¬
La leggenda sulla quale si basa il rituale è quella della ricostruzione del secondo Tempio di Gerusalemme, operata da Zorobabele quando il popolo ebraico fu liberato dalla schiavitù.
Questo e il sistema adottato (con qualche lieve variante) da tutti i Grandi Capitoli del mondo, ad eccezione dell’Irlanda. Esso si basa sul passaggio attraverso tre Gradi preparatori (tranne in Inghilterra, dove viene conferito solo quello dell’Arco Reale), e cioè quelli di Mark Master, Past Master, Most Excellent Master e Royal Arch Master.
Del loro spirito e del loro contenuto diamo qualche cenno essenziale.

Mark Master o Maestro del Sigillo ¬
Questo è il grado più antico praticato nelle Logge che spesso richiedevano, nei loro Statuti o Regolamenti, che il Massone operativo facesse registrare il proprio “Marchio” per essere riconosciuto come un vero ed autentico Maestro.
Durante l’iniziazione viene fatto riferimento ai lavori per la ricostruzione del Tempio ed il Fratello riceve gli “insegnamenti” necessari per il suo ulteriore perfezionamento materiale e morale. Egli assume responsabilità di lavoro individuale; segna con il proprio “marchio” l’opera compiuta; acquista un carattere personale senza mai abbandonare il suo inserimento nel gruppo con il quale divide le fatiche e le gioie del lavoro; egli apprende che potrà essere anche debole, incerto ed incompreso ma che, con l’aiuto degli altri e con una sincera fede sorretta dalla comune volontà, potrà ritrovare la “pietra” che, posta nella volta dell’edificio, ne assicurerà e completerà la costruzione.
Il grado insegna ad adempiere ai propri compiti con puntualità e cura, per che il lavoro manuale, come quello dello spirito, non deve essere finito male o difettoso ma ben fatto e sincero.

Past Master o ex Maestro Venerabile ¬
Anticamente, quando tale Grado era conferito in Loggia, per esservi ammesso era necessario che il Candidato avesse ricoperto, nella Loggia stessa, la carica di Maestro Venerabile. Ciò limitava pero fortemente la possibilità dei Fratelli di accedere all’ultimo Grado. Divenne quindi consuetudine di “installare” virtualmente, con una particolare cerimonia, il Maestro sulla Cattedra e riconoscergli pertanto la qualifica di Venerabile. In tale caso il Capitolo si riuniva in seduta di Loggia, alla quale del resto era strettamente e completamente legato.
Il Grado adempie ai suoi scopi insegnando al Candidato che egli deve anzitutto imparare ad obbedire prima di comandare, a governare se stesso prima di poter governare gli altri, nella considerazione che tutti gli uomini sono uguali e devono essere trattati con il rispetto ed i riguardi a loro dovuti.

Most Excellent Master o Maestro Eccellentissimo ¬
È il grado che congiunge simbolicamente la leggenda del Maestro a quella di Maestro dell’Arco Reale.
Infatti nel terzo grado che era iniziata sotto favorevoli auspici, era stata drammaticamente interrotta con la morte di Hiram. Ora essa viene portata a termine con la gioia dei Fratelli e con grande splendore. Il fuoco divino scende dal cielo per consacrare il Tempio e il Re Salomone, in segno di gratitudine e di riconoscenza, accoglie gli operai che hanno compiuto l’opera, riconosce l’eccellenza della loro arte, li autorizza a viaggiare e ricevere il salario di Maestro; affida loro inoltre la sublime missione di diffondere la luce della sapienza e la conoscenza dell’Arte tra i Fratelli che ne hanno bisogno.

Royal Arch Mason o Maestro dell’Arco Reale ¬
Se lo studio assiduo ed appassionato, stimolato dall’esempio e confortato dalla solidarietà dei Compagni di lavoro, hanno portato il Maestro ad assumersi la responsabilità delle proprie opere distinguendole con un Marchio (Mark Master); se il rifiuto di ogni presunzione, il riconoscimento dell’eguaglianza e l’accettazione dell’impegno di trattare i Fratelli con tutti i riguardi loro dovuti lo hanno reso degno della possibilità di dirigere una Loggia (Past Master); se, nella costruzione del proprio Tempio interiore, ha raggiunto tale perfezione da essere giudicato degno di diffondere la Luce Massonica (Most Excellente Master), allora il Maestro e veramente preparato a diventare Maestro dell’Arco Reale (Royal Arch Mason).
Il Grado è basato sulla leggenda della ricostruzione del Tempio di Salomone distrutto dopo la sua morte.
Durante la cerimonia il candidato comprenderà che l’umiltà è la base per conoscere ed essere riconosciuto dai compagni di cammino. Egli infatti ripartirà dalla cattività di Babilonia, raffigurante le debolezze e le vanità della vita profana. Nel suo lungo cammino egli incontrerà difficoltà che potrà superare non con i principi profani della forza, della potenza e della ricchezza ma piuttosto con una grande volontà e saldezza morale. Nelle fatiche tra le macerie del Tempio antico comprenderà che solo accettando e approfondendo gli insegnamenti della Tradizione potrà affrontare la ricerca della Saggezza e della la Verità. Allora lo zelo lo spingerà nel lavoro massonico e l’amore lo riscalderà nel perfezionarlo. Allora il suo animo sarà puro e coraggioso. Allora sarà pronto a ricevere la Parola di Maestro, perduta con la morte di Hiram; Parola che ritroverà, conservata tra le rovine del Tempio, nell’Arca del Patto, e che è la “Chiave” segreta con la quale si troverà nella condizione di raggiungere e comprendere la Verità.


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